Descrizione
Politica ed educazione - Figli della Pace
FIACCOLATA STATICA PER LA PACE, organizzata giovedì 3 marzo 2022 alle ore 18 da A.N.P.I. - SEZIONE VILLAMASSARGIA, in Piazza Pilar
Discorso della Sindaca - Politica ed educazione
Premetto un ringraziamento alla Sezione di Villamassargia dell’A.N.P.I. per aver proposto questa iniziativa di così alto valore simbolico e morale e parimenti ringrazio tutte le associazioni di Villamassargia per aver partecipato in modo ampio e accorato. Ringrazio, inoltre, l’O.P.I. Sulcis Iglesiente nella persona di Graziano Lebiu, per aver donato al Comune di Villamassargia lo striscione della pace qui esposto.
Art.11 della Costituzione
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Cosa sta succedendo? Riflettiamo insieme su cosa possiamo fare per cambiare le cose e come lo scenario internazionale incide sua nostra vita e sul nostro territorio.
Partiamo dalla guerra e da che cosa significa.
Guerra è conflitto, discordia, ostilità, scontro.
Guerra è anche il contrario di molte altre parole: amore, fratellanza, cooperazione, confronto, accordo, politica. Ma solo di una di queste ne rappresenta il fallimento. È la politica, quella dei grandi e quella dei piccoli. L'Europa è nata con il preciso scopo di garantire la pace. Combattenti della Resistenza, sopravvissuti all'Olocausto, personaggi politici tra cui i nostri Alcide De Gasperi, Nilde Iotti e Altiero Spinelli, leader visionari che hanno ispirato l'Europa come la conosciamo oggi. Molti di loro si sono adoperati per porre fine agli orrori di due guerre mondiali e per promuovere la pace e la solidarietà, agendo da paladini dei valori fondamentali su cui si fonda l'UE: libertà, democrazia e uguaglianza, rispetto della dignità umana, dei diritti umani e dello Stato di diritto, solidarietà e protezione per tutti.
Come nasce l'Europa, è importante! Nasce prima come Comunità europea del carbone e dell'acciaio, fondata nel 1951. Nel 1957 il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE) e dà inizio a una nuova era di cooperazione sempre più stretta in Europa. È anche, però, il periodo della guerra fredda, destinata a dividere il continente per oltre 40 anni.
Sapete che noi siamo premio Nobel per la Pace?
Nel 2012 noi europei (l'Unione Europea) abbiamo ottenuto questo titolo importantissimo con una chiara motivazione “per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa”. Oggi non lo otterremmo più. È un passo indietro.
Attualmente, l'Ucraina è membro della Politica di Vicinanza Europea. Nel febbraio 2019, è stato incluso nella Costituzione dell'Ucraina il percorso per l'adesione alla NATO e all'Unione Europea.
Nel preambolo della Costituzione, la formulazione su "l'identità europea del popolo ucraino e l'irreversibilità del corso europeo ed euro-atlantico dell'Ucraina" e nell'art. 102 ha ampliato i poteri del capo dello Stato: è diventato "il garante dell'attuazione del corso strategico dello Stato per acquisire la piena adesione all'Unione europea e all'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico". Così l'Ucraina si prepara a presentare domanda ufficiale di adesione all'UE nel 2024 con l'obiettivo di aderire all'Unione europea negli anni 2030. La ripresa della nazione da parte della Russia è un colpo all'Europa e alla sua crescita ma soprattutto, come abbiamo visto, ai suoi valori. Se entrassimo nel merito di chi ha torto e chi ha ragione, faremmo anche noi il gioco della guerra, ma comodamente da casa. Ma la contestazione del metodo deve arrivare prima, se crediamo in un futuro migliore.
NOI.
Ad esempio, chiediamoci cosa facciamo per salvaguardare questi valori? Come viviamo, come cresciamo i nostri cittadini? Maria Montessori disse "tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace. A questo mondo si educa per competizione e la competizione è l'inizio di ogni guerra. Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l'un l'altro solidarietà, quel giorno si starà educando per la pace". A Villamassargia, questa Amministrazione lavora in continuità da 4 anni per far nascere un polo innovativo per l'infanzia, uno dei 30 in tutta Italia che costruirà INAIL, si tratta di una scuola intititolata a Ilaria Alpi. La giovane giornalista che ha sacrificato la sua vita per la verità, contro i traffici illegali tra Europa e Africa, il rispetto della vita umana e dell'ambiente, ci è sembrata un simbolo del nostro tempo. Ciò per cui lei ha perso la vita oggi è al centro dell'agenda europea 2030. Non è poco. Riconoscere in lei, e così in noi, l'adesione a questi principi, è un progresso per la nostra comunità. Mai come ora dobbiamo ricordare che il nostro cuore identitario è S'Ortu Mannu, comunità di ulivi secolari che gli esperti riconoscono come più grande del Mediterraneo e unica al mondo. Perciò abbiamo la responsabilità di esportare "ramoscelli di pace" e ciò è evidentemente possibile solo se li sappiamo "coltivare" nel nostro paese con un sentimento di collaborazione e solidarietà che le nostre associazioni locali ben sanno rappresentare.
LE RICADUTE.
Cosa muove la Guerra nella storia? L'interesse. E, specialmente, in Europa? Abbiamo detto che nel 1951 nasce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio. Di cosa parla Draghi all'indomani dell'attacco russo in Ucraina? Differenziare l'approvvigionamento energetico riaprendo le centrali a carbone. Nel resto d'Italia Enel lavorava per la riconversione, a Portovesme no. A Portovesme Grazia Deledda, fino a ieri, sarebbe stata chiusa nel 2025.
La guerra in Ucraina nasce per la salvaguardia degli interessi energetici. America e Russia si contrappongono ancora, ancora coinvolgendo tutti, perché la Russia fornisce una parte considerevole dell'approvvigionamento di gas all'Italia, perché, ad esempio, l'Eurallumina è controllata dai russi di Rusal, e anche perché la Sardegna si trova in una perenne crisi occupazionale legata alle industrie energivore. Questa crisi internazionale si può trasformare in opportunità per il Sulcis Iglesiente. Ma la guerra deve cessare subito. È possibile che queste valutazioni non si potessero fare ex ante? Perché l'Italia ha dovuto vedere lo spettro della guerra per rivalutare tutto? È stato evidentemente un errore politico pensare di poter fare a meno tout court del carbone. Se la politica, soprattutto quella nazionale, guardasse a tutti i territori in maniera alta, solidale ed equa, quindi "europea", se invece che ricevere passivamente le direttive ma, come nazione italiana, concorressimo davvero a determinarle senza lasciare indietro nessun territorio, allora sì che potremmo ben interpretare e godere veramente dei valori europei. Cosa serve? Più politica ed educazione, perché la politica la fanno le persone.
LA SINDACA
Debora Porrà
Discorso dell'Assessora alla Cultura - Figli della Pace
Sono nata nel 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino, sono figlia della pace. Nascere alla fine degli anni ‘80 mi ha permesso di crescere nella sicurezza, ignorando cosa fosse veramente la guerra, relegandola ai libri di storia.
Eppure, solo dal 1991 al 2001 i Balcani sono funestati da numerosi conflitti (Croazia (1991-1995), Bosnia (1992-1995), in Kosovo (1998-1999), Valle del Presevo (1999-2001) e infine l'insurrezione in Macedonia), nel 1992 scoppiò la guerra per l’indipendenza della Transnistria, nel 1994 in Cecenia, ripresa poi dal 1999 al 2009, nel 2011 la guerra in Siria, tutto questo solo nella parte del continente eurasiatico più vicina a noi.
Secondo i dati raccolti dall’Armed Conflict Location & Event Data Project solo nel 2021 sono stati registrati più di 100mila conflitti che hanno provocato oltre 150mila morti.
La guerra c’è sempre stata, lontano da me ha dilaniato la vita delle persone e cancellato l’infanzia di bambini che non hanno potuto godere della mia stessa sicurezza. Guerre che costringono le persone a lasciare la propria casa nella speranza di poter ricostruire la propria vita in una terra straniera. La guerra in Ucraina è alle porte dell’Europa e ha intaccato le nostre sicurezze. Se succede a loro, può succedere anche a noi?
Papa Francesco, nell’enciclica “Fratelli tutti” ci dice: “situazioni di violenza vanno «moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una “terza guerra mondiale a pezzi”. Questo non stupisce se notiamo la mancanza di orizzonti in grado di farci convergere in unità, perché in ogni guerra ciò che risulta distrutto è «lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana», per cui «ogni situazione di minaccia alimenta la sfiducia e il ripiegamento»”.
Come si può “convergere in unità”? Come possiamo attuare un vero cambiamento? Con la cultura e con l’educazione, uscendo dalla dinamica dell’individuo a favore di quella sulla comunità, stando attenti all’accoglienza di ogni nostro prossimo e all’ascolto delle varietà di opinioni di cui è portatore.
La guerra in Ucraina ha risvegliato le nostre coscienze. Non possiamo perdere questo momento, questa sensazione di angoscia e impotenza che tutti proviamo, per iniziare a costruire una cultura di pace, che parte dai piccoli gesti e dall’attenzione al nostro prossimo, nella speranza che altri bambini e bambine possano crescere sentendosi figli della pace.
L'ASSESSORA ALLA CULTURA
Sara Cambula
Villamassargia, 03.03.2022